SpaceX, explosion, CLose-up Engineering
SpaceX explosion, Credits: cnet2.cbsistatic.com

SpaceX, la nota azienda aerospaziale statunitensecon sede a Hawthorne, si era fatta conoscere con la sua promessa di rendere lo spazio “alla portata di tutti” rendendo il primo stadio di un razzo riutilizzabile, in questo modo, la spesa delle missioni spaziali sarebbe diventata decisamente più sostenibile, e sembrava anche che ci fosse riuscita dato il suo attuale successo del riutilizzo del primo stadio di un razzo (che riuscì ad effettuare un perfetto atterraggio verticale su una piattaforma marina) A quanto pare, però, non sempre ripaga l’avere scopi umanitari: oggi all’ora italiana 15:07, infatti, un’esplosione ha interrotto alcuni test di accensione di un razzo Falcon9. Tale razzo, sistemato su una piattaforma a Cape Carneval (Florida), avrebbe dovuto trasportare in orbita il satellite Amos 6, un satellite per le telecomunicazioni il cui scopo era portare Internet in alcune zone del mondo in cui la connessione è assai difficile.

NASA Kennedy Space Center
Il NASA Kennedy Space Center dopo l’esplosione del Falcon9. Credits: leggo.it

Secondo le testimonianze, lo spettacolo a cui si è assistito è stato quello di esplosioni multiple che hanno fatto tremare palazzi a diversi chilometri di distanza (oltre ad un’immensa colonna di fumo proveniente dal luogo del disastro). SpaceX annuncia la totale mancanza di vittime e di feriti, infatti date le precise norme di sicurezza nessuno era presente sulla piattaforma di lancio, ma il satellite Amos 6, già montato sulla cima del razzo, è andato completamente distrutto (il costo del satellite era di circa 200 milioni di dollari). La NASA, che collabora con la stessa SpaceX, ha confermato che il Falcon9 in questione fosse uno di quelli non riutilizzati.

Secondo un comunicato di SpaceX:

“Si è verificata una anomalia sulla piattaforma di lancio con la conseguente perdita del veicolo e del suo carico. Secondo le procedure di sicurezza, la piattaforma era deserta e dunque non ci sono vittime”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteAmelia Earhart: la prima donna aviatrice
Articolo successivoAereo: magia? No, pura fisica
Laureato alla triennale di Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli - Federico II. Dopo la maturità ha svolto i più svariati lavori, da Discontinuo dei Vigili del Fuoco a Bagnino. E' apparso sul “Venerdì di Repubblica” e su "Lo Stradone" grazie alla pagina Facebook "Ingegneria del Suicidio", di cui è fondatore e ideatore.

LASCIA UN COMMENTO