A cura di Fulvio Petti.

Quasi come se volesse soddisfare le fantasie di un’intera generazione di appassionati di Star Trek, l’ingegnere meccanico della NASA Dr. Harold G. White si è cimentato nel progetto di una nave interstellare che non si limita a somigliare nell’aspetto alla USS Enterprise della nota serie televisiva, ma ne prende anche, in parte, il nome: la IXS Enterprise. Il progetto fantascientifico dell’azienda spaziale statunitense è stato presentato allo SpaceVision 2013 e prevede un motore a curvatura, proprio come l’astronave del capitano Archer.

Il "corpo" dell'IXS Enterprise. Credits: redorbit.com
Il “corpo” dell’IXS Enterprise. Credits: redorbit.com

Per realizzare una simile tecnolgia (al momento futuristica) la NASA si ispira al motore di Alcubierre. Il motore di Alcubierre è un’idea che salta fuori dalle soluzioni delle equazioni di campo della relatività generale (soluzioni appunto note come metrica di Alcubierre); in sostanza si tratta di un propulsore superluminale che “inverte” il concetto classico di viaggio a velocità superiore di quella della luce. Il principio di funzionamento del motore è infatti quello di contrarre lo spazio di fronte al corpo e dilatare quello alle sue spalle: in questo modo si ottiene un moto superluminale apparente. Anche se l’idea di Alcubierre è matematicamente valida, essa non ha necessariamente un significato fisico. Richiede inoltre densità di energia negativa per potersi realizzare (corrispondente a 700kg in massa, che inseriti nella relazione E=mc² equivalgono a -63 exajoule di energia): una soluzione per questo problema potrebbe essere la materia esotica, ammesso che esista. In alternativa, come osserva lo stesso Alcubierre, l’effetto Casimir tra due piastre parallele potrebbe soddisfare la quantità di energia negativa richiesta. Si tratta di un fenomeno di origine quantistica: è la forza di attrazione che si genera tra due piastre parallele (ma si può generalizzare anche ad altri corpi), conduttrici e non elettricamente cariche, poste nel vuoto; tale forza si origina grazie alle fluttuazioni quantistiche, secondo quanto previsto dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Lo stesso progetto della nave prevede poi degli anelli esterni che servirebbero a ridurre l’energia richiesta e a generare la contrazione/dilatazione spaziale.

Il Dott. Harold White, della NASA. Credits: youtube.com
Il Dott. Harold White, della NASA. Credits: youtube.com

 

 

In un’intervista Harold White ha dichiarato:

“Sembra impossibile perché non abbiamo ancora la tecnologia per fabbricarlo, come Leonardo che aveva chiarissimo il principio del volo umano, ma non disponeva di mezzi necessari per renderlo fattibile. Un giorno potremmo avere gli strumenti per permettere a E. T. di andare e tornare”; si mostra però anche disiliusso avendo aggiunto che la realizzazione di un simile motore avverrà tra qualche centinaio di anni”

Ad entusiasmare ancora di più gli appassionati della fantascienza è stato il concept 3D realizzato nel 2014 dall’artista tedesco Mark Rademaker, in collaborazione con la NASA, dopo un lavoro di oltre 1600 ore (a detta dello stesso Rademaker).

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