Di Alessandro Ramazzotti

Cos’è il Flight Testing o, in italiano, Prove di Volo? Come ci suggerisce il titolo ed enfatizzando il pensiero manageriale presente nel campo aerospaziale è, appunto, uno sperpero di soldi inutile.

Nella realtà dei fatti non è così, anzi è la fase cruciale della progettazione di un velivolo, la prova del nove della sua bontà in un ambiente reale fatto di insidie vere e non simulate o stimate a calcolo.

Otto Lilienthal disse:  “To design a flying machine is nothing, to build is not much, but to test it is everything”. La prova che la macchina progettata e costruita funzioni è tutto, lo scopo principe per poterla utilizzare.

Ma chi furono i pionieri delle Prove di Volo? I padri del volo a motore, i fratelli Wright che con il loro Flyer riuscirono i 17 Dicembre 1903, a Kitty Hawk, ad eseguire il primo volo controllato a motore, di un velivolo più pesante dell’aria. Proprio loro si possono dire gli “inventori” del flight test, visto che i fratelli Wright tennero, per ogni tentativo o no di volo, una traccia “scientifica” della loro attività. Nei loro diari appuntarono meticolosamente tutto, dalle prove effettuate, alle tecniche di volo provate, il tutto corredato da una nutrita serie di dati.

Riassumendo, prendendo spunto dalla Society of Flight Test Engineers (SFTE), possiamo dire che: “Le prove di volo sono un processo attraverso il quale si ottengono dati ed informazioni da un velivolo o da un sistema progettato per operare nell’atmosfera”.

Ovviamente i padri fondatori delle prove di volo non possono che essere gli americani che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno dato un contributo significativo e sostanziale, prima tramite la NACA (North American Council for Aeronautics) e, a seguire, con la NASA (National Aeronautical & Aerospace Administration). Questi due enti hanno contribuito a sviluppare sostanzialmente la scienza della sperimentazione in volo alimentando il sapere in questa branca dell’aeronautica.

Chi lavora nell’ambiente sa che il Flight Testing è un “male” necessario, pericoloso per la vita dei Test Pilot e dei Flight Test Engineer e, soprattutto, ha la particolarità di essere, come tutti i processi sperimentali,  un processo costoso dal punto di vista di risorse finanziarie e dal punto di vista del tempo, con dei risultati potenzialmente “inaccurati” e senza un preciso controllo delle variabili esterne.

Ma allora, perché si fanno? Perché, il flight testing è l’elemento INSOSTITUIBILE per i progettisti, per poter analizzare il comportamento REALE di un aeromobile e validare i calcoli fatti in fase progettuale e soprattutto è imprescindibile per la fase di certificazione di un velivolo, analizzando la condotta del mezzo nel suo elemento principe: l’atmosfera.

LASCIA UN COMMENTO