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L’azienda Rocket Lab ha prodotto il razzo Electron per effettuare economicamente e frequentemente lanci di piccoli satelliti a bassa quota. Tra le caratteristiche più innovative del veicolo dedicato ad operazioni commerciali vi è la tecnica di produzione. Esso sarà infatti in larga parte stampato in 3D, il che permetterà riduzione dei costi e dei tempi di produzione. Il razzo a due stadi è dotato di un motore Rutherford ad ossigeno ed idrocarburi. È un motore a turbopompa LOX/RP-1, che utilizza un nuovo ciclo di propulsione: la turbopompa è alimentata da motori elettrici.

Un’ulteriore innovazione di Electron risiede nei materiali utilizzati.

Enormi riduzioni di peso sono state possibili grazie all’utilizzo di materiali compositi in fibra di carbonio, i quali conferiscono alla struttura robustezza e leggerezza. Questo requisito importante per veicoli di lancio orbitale è difficilmente raggiungibile per i razzi più piccoli della classe di Electron. I materiali compositi possono essere progettati per presentare resistenza e rigidità solo nelle direzioni richieste dai carichi. Questo permette quindi grandi carichi utili, infatti il valore di payload nominale è di 100 kg. Materiali compositi in fibra di carbonio sono stati utilizzati anche per la realizzazione dei serbatoi compatibili con ossigeno liquido.

Il razzo dal diametro di 1 metro e altezza di 20 metri è costato 4.9 milioni di dollari. Rocket Lab punta ad effettuare fino a 100 lanci spaziali. Il primo lancio è previsto per il 2015. A partire dal 2016 cominceranno le operazioni commerciali.

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