“Noi, il popolo del pianeta Terra, indipendentemente dal nostro luogo di nascita, residenza, lingua, sesso, razza, nazionalità, religione o cittadinanza degli stati esistenti sulla Terra, facciamo la nostra libera scelta con volontà e convinzione (…) ”, così inizia la costituzione, votata ormai da più di 110 000 cittadini, del Regno Spaziale di Asgardia, la nuova nazione spaziale fondata dallo scienziato russo Igor Ashurbeyli.

Il primo stato spaziale, che conta già più di 300 000 cittadini, avrebbe come obiettivi assicurare la pace nello spazio, garantire l’uguaglianza di opportunità nello spazio a tutti i suoi cittadini e promuovere il benessere dell’umanità intera.

Fantascienza o realtà?

Se riconosciuto, Asgardia sarà il primo stato spaziale che avrà come obiettivi fondamentali assicurare la pace e le pari opportunità nello spazio, e proteggere il benessere di tutta l’umanità.
Rappresentazione artistica della prima base spaziale di Asgardia. Credits: www.deviantworld.com

Annunciata il 12 ottobre 2016, la “nazione celeste” è stata ideata da un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Igor Ashurbeyli, fondatore del Centro di Ricerca Internazionale Aerospaziale (AIRC) a Vienna e presidente del Comitato Scientifico dello Spazio dell’UNESCO. La Giornata Nazionale dell’Unità di Asgardia è stata invece dichiarata il 18 giugno.

Costituita come nazione indipendente che mira a essere riconosciuta come stato, Asgardia ha fatto votare ai suoi cittadini i propri simboli nazionali (bandiera, stemma e inno) e a breve saranno annunciati ufficialmente.

Dal punto di vista giuridico, il territorio di Asgardia è per ora strettamente digitale, con cittadini che abitano sul pianeta Terra. In futuro però, mira a instaurarsi nell’orbita terrestre bassa sotto forma di satellite o di una costellazione satellitare orbitale (base spaziale) e in seguito sulla Luna e su altri corpi celesti, creando delle località asgardiane. Le risorse finanziarie della nazione comprendono donazioni e finanziamenti governativi nazionali e privati.

Lingue ufficiali, valuta, capitale e calendario:

Ha 12 lingue ufficiali (inglese, spagnolo, cinese, turco, francese, tedesco, italiano, russo, giapponese, arabo, hindi, portoghese) nonché una valuta: il SOLAR. Comprende inoltre due capitali: Asgard Spaziale, situata su un satellite attualmente attivo nei pressi dell’orbita terrestre, e Asgard Terrestre, posizionata in un territorio che non forma parte di nessuno degli stati del pianeta.

Il Calendario Asgardiano utilizza lo stesso anno di numerazione e il numero di giorni feriali del Calendario Gregoriano. Tuttavia, è diviso in 13 mesi (il tredicesimo mese, Asgard, è tra giugno e luglio) con 28 giorni, e ogni mese è composto esattamente da 4 settimane. Ogni anno e mese iniziano una domenica, quindi la stessa data in ogni mese o anno sarà sempre nella stessa giornata di una settimana.

Asgardia: “Un’umanità, un’unità”

Se riconosciuto, Asgardia sarà il primo stato spaziale che avrà come obiettivi fondamentali assicurare la pace e le pari opportunità nello spazio, e proteggere il benessere di tutta l’umanità.
Rappresentazione artistica degli interni della prima base spaziale di Asgardia. Credits: Twitter/Asgardia

Anche se per ora sembra un progetto poco realistico e a detta di tanti: “inutile”, quest’idea estremamente ambiziosa prevede la promozione di una rete collaborativa di gestione e organizzazione di attività nello spazio assicurando che il futuro fuori dalla nostra atmosfera sia pacifico e che le ricerche siano svolte per il bene dell’umanità.

Il suo obiettivo fondamentale è proteggere la Terra. Per raggiungerlo, Asgardia utilizzerà risorse governative e private per costruire sistemi di monitoraggio delle condizioni e la traiettoria di oggetti potenzialmente pericolosi provenienti dallo spazio, indipendentemente e cooperando con i paesi della Terra.

Asgardia formerebbe un’avanguardia unica del genere umano nel suo rapporto con lo spazio per salvaguardare l’umanità e la biodiversità terrestre; e come recita la sua Costituzione:
gli enti autorizzati monitorano la biosfera terrestre e le minacce biologiche emergenti provenienti dallo spazio, analizzano e facendo previsioni sulle loro potenziali conseguenze e le modalità di difesa contro tali minacce 
(…) Asgardia organizza e assicura la costruzione di archi spaziali e piattaforme difensive nello spazio da utilizzare in caso di minacce alla sicurezza dell’umanità sulla Terra e per il turismo spaziale in assenza di minacce.”

Asgardia-1: il primo satellite della nazione spaziale

Se riconosciuto, Asgardia sarà il primo stato spaziale che avrà come obiettivi fondamentali assicurare la pace e le pari opportunità nello spazio, e proteggere il benessere di tutta l’umanità.
Satellite Asgardia-1: “Sessanta anni dopo il lancio del primo satellite artificiale, Sputnik, il nostro primo satellite, Asgardia-1, segnerà l’inizio di una nuova era spaziale, portando la nostra civiltà nello spazio in forma virtuale come prima cosa.” Credits: Twitter/Asgardia

UPDATE: Lo scorso 12 novembre, dopo esattamente 13 mesi dall’annuncio della nuova nazione spaziale, è stato lanciato con successo il nano satellite Asgardia-1 a bordo del razzo ATK Antares. Questo è solo il primo passo per creare un insediamento umano nello spazio, uno degli obiettivi fondamentale di Asgardia.

Il primo territorio spaziale di Asgardia sarà il satellite Asgardia-1, che verrà lanciato nell’autunno 2017 verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per poi essere rilasciato in orbita bassa, a circa 400 Km dalla Terra.

Il piccolo satellite è un CubeSat che misura 10x10x20 cm e pesa circa 2.8 Kg. Al suo interno ci sarà un disco allo stato solido in grado di ospitare 512 GB di dati e informazioni. Le prime 100 000 persone che sono diventate cittadini di Asgardia possono inviare fino a 500 kB di dati sul satellite, i successivi 400 000 fino a 200 kB e gli ultimi 600 000 fino a 100 kB ciascuno, dopodiché lo spazio digitale libero sarà chiuso.

Gli asgardiani avranno così, la loro prima occasione di andare nello spazio, anche se solo in forma di dati. Igor Ashurbeyli ha spiegato:

“Sono giorni storici questi, perché i nomi che hanno aderito finora rimarranno in eterno nella memoria dello spazio, in quanto i loro messaggi saranno sempre installati sui satelliti e sulle sonde che verranno lanciati in futuro, satelliti che potrebbero ruotare attorno alla Terra  o sonde che potrebbero dirigersi verso la Luna o nel più profondo dell’Universo, ovunque ci sarà Asgardia”

È presto per dire se questo progetto utopistico avrà il successo ambito dai suoi fondatori, ma c’è chi già chi si dichiara scettico come il professor Sa’id Mosteshar, direttore del London Institute of Space Policy and Law, che non crede che il riconoscimento di Asgardia, come nazione indipendente, possa aver successo, in quanto, stando ai princìpi definiti dal Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico, nessuna nazione può dichiarare il proprio dominio sullo spazio.

 

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